Progetto RDS - Linee guida

Di seguito si riporta la presentazione del progetto, tenutasi nella riunione allevatori del 24 Aprile 2010. Il sito verrà utilizzato, unitamente alla newsletter del C.I.A.B.S. per dare e riportare l'avanzamento dei lavori del progetto, nonché gli sviluppi dello stesso.

Il Progetto è concepito come un lavoro d'insieme e a partecipazione volontaria, sia per lo sviluppo che per l'applicazione.

I partecipanti al progetto, che per tanto ne applicheranno le regolamentazioni e i principi, godranno della certificazione RDS, che andrà a differenziarLi su tutti gli organi d'informazione del Club.

La presente sessione, unitamente alle sessioni della Commissione Tecnica e alle news e newsletter, sarà utilizzata come organo d'informazione, relativamente alle riunioni RDS e all'avanzamento lavori.

Il responsabile del Progetto - Paolo Rovri - paolo.rovri@ciabs.it

 

 

Prima di addentrarmi nell’esposizione del Progetto desidero fare alcune precisazioni in ordine a quali siano gli scopi e i presupposti che mi hanno portato alla stesura del Progetto.

Partendo dal semplice e indiscutibile fatto che il progetto tratta di Salute del cane, in termini di prevenzione, tutela e miglioramento, che coloro che giocheranno un ruolo fondamentale nel successo del progetto sono gli allevatori e il Club, che lo scopo ultimo è il miglioramento della longevità, dello stato di salute attuale e futuro dei nostri Bovari (fisico e psicologico) e della qualità di vita, che tutto ciò non potrà prescindere da un impegno continuativo degli attori che via via si andranno a coinvolgere e dalla disponibilità di strumenti idonei alla gestione e fruibilità delle informazioni raccolte, è importante chiarire da subito alcuni concetti portanti.

Non possiamo mai esimerci dal considerare nella nostra attività di allevatori l’aspetto del benessere dei nostri cani e di quelli che usciranno dall’allevamento per entrare nelle case dei loro nuovi proprietari, da tutti oramai ritenuta una necessità imprescindibile per chi vuole avere dei risultati riproduttivi o per chi detiene per compagnia, al di là degli obblighi di legge, a volte ampiamente interpretabili e non sempre garantisti.

 

Questa considerazione nasce dal profondo desiderio di voler trasmettere a tutti gli allevatori, con qualsiasi finalità, che prima di ogni altro interesse deve esserci il rispetto per gli esemplari che abbiamo in allevamento.

Sicuramente vi sono allevamenti dove i cani vengono seguiti e gestiti con grande professionalità e responsabilità, in tutte le fasi della loro vita, dove vengono perfino ‘viziati’, ma sarebbe ipocrita non affermare che esistono allevamenti non ideali per tutte quelle funzioni biologiche e fisiche che dovremmo assicurare ai nostri cani, per qualsivoglia motivo (tempo, spazio, voglia, incapacità, ecc.).

 

Perché parlo di questo aspetto? Perché la seconda categoria non può mescolarsi alla prima, ed è un dovere primario, personale ed etico, prima ancora che di Club, distinguere chiaramente le due realtà, per il bene dei nostri Bovari, per il loro miglioramento, per la tutela di chi li acquista.

Tra le eminenze che si occupano costantemente di benessere (es: Farm Animal Welfare Council), l’animale deve essere libero:

 

  • dalla sete

  • dalla fame

  • dalla malnutrizione

  • dal disagio

  • dal dolore

  • dalle malattie

  • di esprimere le caratteristiche comportamentali della propria specie

  • dalla paura e dall'angoscia

 

e non in senso stretto; quindi per benessere animale dobbiamo intendere "lo stato di un individuo in relazione al suo ambiente". Proprio per questa definizione la difficoltà di rapportarsi al proprio ambiente ed i fallimenti evidenziano degli indicatori. Tra questi vale la pena menzionare:

 

  • la sempre minore aspettativa di vita

  • il peggioramento delle funzioni riproduttive

  • la presenza di tare genetiche ed ereditarie

  • la maggiore suscettibilità alle malattie, anche nuove

  • i comportamenti anomali

 

Le due considerazioni definiscono il benessere con una duplice chiave di lettura:

 

  • una evidenzia la sofferenza dell’animale e i problemi etici;

  • l’altra enfatizza le funzioni biologiche;

 

entrambe andrebbero considerate attentamente in quanto entrambe adottabili contemporaneamente, ma a seconda dei punti di vista e di partenza del singolo allevatore e della sua filosofia, la situazione può cambiare, pur rimanendo attualmente sostenibile e lecita in seno al Club, perché interpretabile.

 

Se ci pensate bene anche il concetto di allevare si presta facilmente a interpretazioni in conseguenza di scelte personali o di richieste di mercato, che considero di concetto tutte lecite se in linea con il soddisfacimento dei presupposti e degli obiettivi del progetto.

Ci sono allevatori che ritengono opportuno selezionare in base ai successi espositivi, che scelgono stalloni o fattrici in mostre o concorsi, che si confrontano con canoni estetici, che spingono e lavorano sulle capacità sportive e/o sull’utilità, sulla quantità e/o sulla qualità, ecc., va tutto bene.

 

Sono punti di vista e filosofie diverse, che spesso si confondono e/o non si caratterizzano trasparentemente, ma il punto tutto sommato non è questo, il punto nodale è la differenziazione tra chi soddisfa le condizioni di benessere e chi no, tra chi rispetta le regole e le direttive e chi no, tra chi si infila tra le pieghe dei codici deontologici e chi no, e quindi tra chi collabora apertamente, sinceramente e continuativamente ad un progetto di miglioramento di salute e chi no.

 

Ritengo che il miglioramento della salute passi inevitabilmente attraverso il monitoraggio dell’allevamento, la sua specializzazione verso il progresso, la conoscenza, il miglioramento nella riproduzione, le metodiche, l’etica e il rispetto statutario. Il Club ha in questo contesto una grande responsabilità, e una grande opportunità, e deve iniziare ad interpretare a pieno il suo ruolo.

 

Il Club ha il dovere di esercitare un azione divulgativa e didattica, con lo scopo ultimo di tutela delle quattro razze e di attirare a se in maniera convincente i neofiti. Per poterlo fare deve dotarsi di strumenti, regole e informazioni idonee allo scopo. Per poterlo fare deve intervenire quando è necessario e differenziare chi merita di essere differenziato.

 

Saranno gli allevatori a decidere se diventare allevatori ‘certificati dal Club’ o meno, nel rispetto totale delle singole libertà personali, alimentando e usufruendo di una banca dati reale, di conseguenza non condizionati da dubbi o improbabili verità scientifiche dispensate da chi si erge, a turno, difensore strenuo di una tesi; quello che c’è si vedrà.

 

Il Club attraverso questo progetto darà un messaggio chiaro alle persone che si avvicineranno a questo mondo e a queste razze, un messaggio di un supporto tecnico scientifico e informativo, grazie a coloro che partecipano al progetto.

 

PROSPETTIVA

 

Il progetto RDS si propone di lavorare in partenariato, seguendo il concetto che “prevenire è meglio che curare”. Questa strategia si basa sulla fiducia, sull’apertura e sulla volontà di raggiungere gli obiettivi, anche prendendo decisioni difficili. La strategia può portare a cambiamenti significativi se gli allevatori ed anche i privati inizieranno a collaborare costruttivamente con il Club. E’ giunto il momento di smettere di parlare e di passare ai fatti. Dobbiamo approfittare di ogni fonte informativa precostituita e di tutte le collaborazioni che già esistono tra i vari Club di Razza, incoraggiare nuove iniziative e spingere l’attività della commissione tecnica. Quest’ultima dovrà organizzarsi per raccogliere, catalogare, rendere disponibili le informazioni, nel rispetto della privacy di ogni aderente al progetto.

La commissione tecnica dovrà presentare lo stato di avanzamento lavori e della strategia con cadenza semestrale al consiglio Direttivo del Club, dovrà inoltre presentare una relazione ad hoc da rendere disponibile e pubblica con la stessa cadenza.

Per il soddisfacimento della prospettiva e il coinvolgimento attivo di allevatori e/o privati il Club differenzierà sui propri organi d’informazione e divulgazione chi partecipa al progetto da chi non vi partecipa, riportando ed elencando gli obiettivi e le azioni.

La commissione Tecnica proporrà al Consiglio direttivo del Club la lista dei partecipanti al progetto allegando le caratteristiche; di volta in volta verranno accettati o rifiutati. I partecipanti godranno di agevolazioni e promozioni. Ai partecipanti, in caso di non rispetto delle direttive progettuali, potrà essere tolta la qualifica di ‘certificato dal Club’.

 

SCOPO

 

Lo scopo è il monitoraggio e il disegno di direttive atte al miglioramento morfologico e fenotipico, nonché la difesa del benessere e la salute, la divulgazione delle informazioni tecnico-scientifiche, delle razze tutelate.

CAMPO DI APPLICAZIONE

Il progetto prevede di controllare e migliorare lo stato di salute e malattia, il rapporto critico tra la salute dei Bovari e il loro benessere e costituisce la guida all’allevamento ‘certificato’. La strategia ingloba la salute di tutti i Bovari, sia di quelli destinati alla riproduzione, sia di quelli destinati alle attività sportive, per il lavoro e per la compagnia. Il progetto potrà essere partecipato da proprietari, veterinari, aziende della catena alimentare, industria relativa alla salute degli animali, gruppi di interesse per gli animali, ricercatori, insegnanti, enti sportivi e organizzazioni ricreative, strutture didattiche, club stranieri e gruppi di studio.

OBIETTIVI

Obiettivo 1:

assicurare un livello elevato di salute e benessere riducendo l’incidenza di malattie e/o tare genetiche e sostenere in tal modo l’allevamento responsabile e la longevità;

 Obiettivo 2:

promuovere con la divulgazione delle informazioni e la collaborazione responsabile la riduzione delle malattie e/o anomalie;

 Obiettivo 3:

promuovere e controllare le pratiche di allevamento connesse alla salute e tutela dei Bovari;

 Obiettivo 4:

supportare scientificamente gli allevatori italiani e i proprietari di Bovari con dati raccolti secondo una metodica controllata;

 Obiettivo 5:

differenziare e pubblicizzare la gestione ‘certificata’ nella riproduzione, attirando nel tempo nuovi membri di progetto (ricerca da parte dei neofiti di ‘certezze’ = diminuzione della richiesta di soggetti provenienti da riproduzione non certificata = diminuzione degli allevatori ‘fuori controllo’)

 

INDICATORI DI PRESTAZIONE

 

Aiuteranno a misurare i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi del progetto:

 

  • indirizzare la politica del Club

  • delimitare le priorità

  • utilizzare bene le risorse (economiche ed umane)

  • centrare le discussioni.

 

Gli indicatori saranno sviluppati in base alle consultazioni con le parti interessate e migliorati nel tempo man mano che si renderanno disponibili dati più recenti nel settore veterinario e in altri settori. Essi copriranno sia indicatori “hard” per la salute dei Bovari (ad es. prevalenza della malattia, numero soggetti morti, ecc.) sia indicatori “soft” che seguono il modello di fiducia, le aspettative e le percezioni dei proprietari. Va comunque tenuto conto del fatto che i risultati degli indicatori di prestazione potrebbero essere influenzati da eventi incerti e imprevisti.

 

PIANO D'AZIONE

 

Il piano d’azione indica l’ampiezza delle attività del progetto allo scopo di raggiungere i vari obiettivi strategici in cinque/sei anni secondo questi pilastri:

 

1. definizione delle priorità delle azioni da porre in essere per ogni obiettivo

2. quadro per la salute degli animali

3. prevenzione, controllo e capacità di gestire

4. scienza, innovazione e ricerca.

 

Due principi fondamentali saranno alla base di tutto il lavoro della Commissione tecnica: partenariato e comunicazione.

 

COMUNICAZIONE DELLA STRATEGIA

 

Sarà effettuata una relazione annuale dello stato di avanzamento del progetto oltre ad un’ampia comunicazione delle politiche e delle iniziative. La comunicazione prenderà varie forme a seconda del messaggio da diffondere. Comprenderà la partecipazione a incontri, lo sviluppo di relazioni con i media, il miglioramento del sito web per includere un’informazione chiara e completa per tutte le parti interessate, elenchi, manuali, ecc.

 

PILASTRO 1. DEFINIZIONE DELLE PRIORITA’ E DELLE AZIONI DA PORRE IN ESSERE PER OGNI OBIETTIVO

 

È necessario valutare le minacce identificate e identificabili per la salute dei nostri Bovari per determinare:

 

            la loro rilevanza nei confronti dei cinque obiettivi identificati

            il livello di rischio accettabile

            la priorità relativa dell’azione per massimizzare il rapporto intervento-efficacia

 

Ciò è fondamentale per le razze tutelate dal Club e per la sostenibilità del progetto. Nel caso venga identificata una grave minaccia per la salute, ma non ci sia certezza nei dati della sua manifestazione, è necessario prendere misure temporanee adeguate per assicurare un livello elevato di tutela durante il tempo necessario a chiarire l’entità del rischio (principio precauzionale).

 

Quando la scienza da sola non può dare tutte le risposte, la Commissione tecnica chiederà ai rappresentanti di tutte le parti interessate di partecipare al processo di gestione del rischio per ottenere il più ampio consenso e per condividere le responsabilità delle valutazioni oltre che per raggiungere gli obiettivi fissati.

 

Risultati attesi:

 

            Definizione delle categorie dei rischi

            Accordo per un livello di rischio accettabile

            Definizione di priorità, di obiettivi quantificabili e di indicatori di prestazione

            Definizione delle risorse necessarie

 

PILASTRO 2. QUADRO PER LA SALUTE DEGLI ANIMALI

 

L’impatto di talune malattie e/o tare genetiche può essere estremamente pericoloso per l’allevamento e la selezione e per il movimento in generale. Anche metodiche errate, la mancanza di regole chiare, la possibilità di controllo e repressione, il decentramento delle informazioni e la loro mancata certificazione, direttive a maglie larghe ed altre simili situazioni, possono rilevarsi in tempi medio lunghi altrettanto dannose. Il progetto prevede che il Club si muova nella creazione di direttive e organizzazione. La capacità di muovere una costante evoluzione, anche legislativa in seno al Club, costituisce uno dei principali meccanismi di intervento nella salute. Una migliore regolamentazione sarà applicata anche mediante una partnership con enti terzi e una maggiore comunicazione identifica la futura strategia. La strategia per la salute si sforzerà di far convergere gli attori del progetto su un quadro regolamentare unico e chiaro con le norme/raccomandazioni e orientamenti. Tale quadro regolamentare comprenderà misure relative alla gestione pro benessere dei Bovari. La Commissione tecnica dovrà vigilare che proposte ingiustificate non costituiscano un potenziale ostacolo al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il quadro regolamentare dovrà però essere adeguatamente flessibile per permettere di valutare nuove situazioni, di regolare dispute e presentare risposte adeguate per situazioni in evoluzione. I ruoli e le responsabilità dovranno essere chiaramente definiti.

 

Risultati attesi:

 

            un regolamento orizzontale unico definirà e integrerà i principi e i requisiti

            la normativa esistente sarà  modificata verso un risoluto impegno per criteri rigorosi nel campo della salute

 

PILASTRO 3. PREVENZIONE, CONTROLLO E CAPACITA’ DI GESTIRE

La commissione tecnica farà riferimento alle direttive e regolamenti applicati per gestire al meglio e limitare/mitigare atteggiamenti e comportamenti non conformi.

Poiché anche il mondo della cinofilia è in costante mutamento, si dovrà adoperare per controllare ed adeguare la propria normativa con lo scopo di tenere sempre alto il livello di guardia.

Le misure relative al benessere e i controlli veterinari costituiranno i mezzi a disposizione per definire il livello qualitativo e per sostenere il progetto nell’arco temporale desiderato (cinque/sei anni) si farà riferimento alle norme repressive, che andranno definite.

 

Risultati attesi:

 

            Regolamenti e norme che tengano conto del livello di rischio collegato ai vari tipi di comportamenti non conformi

            Regolamenti che permettano azioni atte alla prevenzione, controllo e repressione

 

PILASTRO 4. SCIENZA, INNOVAZIONE E RICERCA

 

Il Club si impegna a conseguire l’eccellenza, l’indipendenza, l’apertura e la trasparenza. Nel tempo si devono allacciare nuove collaborazioni con partners di riferimento che si occupano delle malattie degli animali. È di fondamentale importanza effettuare esami uniformi e scientificamente sicuri per ottenere diagnosi certe delle malattie e per applicare le misure di controllo e di eradicazione necessarie. E’ indispensabile cooperare con gli altri Club di razza su questi argomenti. Sarebbe opportuno reperire anche pareri scientifici e analisi dei rischi indipendenti e di alta qualità. Il Club avrà così a disposizione solide basi per elaborare la politica relativa alla salute degli animali.

 

Risultati attesi:

 

Rafforzare la collaborazione con i Club esteri

Sulla base di una valutazione esaminare e, se necessario, ampliare le collaborazioni con nuovi Laboratori

 

PARTI COINVOLTE/COINVOLGIBILI NEL PROGETTO

 

C.I.A.B.S.

Proprietari dei cani

Allevatori

Veterinari

Industrie nel settore della salute degli animali

Potenziali acquirenti

Club di razza esteri

Industrie nel settore dell’alimentazione

 

POLITICHE COINVOLTE/COINVOLGIBILI NEL PROGETTO

 

Politica dell’allevamento

Politica commerciale

Politica dell’innovazione e della ricerca

Relazioni esterne con paesi terzi

Politica etica

 

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